~ Recensione #1: La verità sul caso Harry Quebert

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Titolo:La verità sul caso Harry Quebert
Autore: Joël Dicker
Editore:Bompiani
Pagine: 775
Prezzo:  14,00 euro

Trama:

Nel 2008, Harry Quebert è uno scrittore famoso, uno dei più noti negli USA. Ha sessantacinque anni e sembra vivere solo per la letteratura e l’insegnamento. Ha una casa da scrittore, una villa affacciata sull’oceano Atlantico ad Aurora, New Hampshire (nord degli Stati Uniti, vicino al Canada). Marcus Goldman è il suo allievo prediletto: trentenne, ha già pubblicato un libro di gran successo, vive in un elegante appartamento di New York e si trova alle prese con la sindrome del foglio bianco. Deve scrivere il secondo romanzo, deve farlo in fretta e non ha nessuna ispirazione.

L’editore incombe, il suo agente lo chiama di continuo e allora Marcus, chiede consiglio al suo maestro, Harry, che lo convince a trasferirsi da lui ad Aurora. Lontano dal caos di New York, giura Quebert, con la quiete della provincia e la vista sull’oceano, l’ispirazione fa presto a tornare. Cosa che succederà, ma non nel modo che Harry aveva previsto.

Mesi dopo, Marcus è tornato a New York, sta meglio ma è sempre in debito di ispirazione. Scrive, rilegge, butta via. La cara vecchia sindrome del foglio bianco. Poi però accade qualcosa che cambia tutto: Harryviene arrestato, accusato di un omicidio commesso 33 anni prima.

Nel 1975, Harry Quebert è un giovane scrittore newyorchese. Scrittore per modo di dire: ha pubblicato solo un romanzo, a pagamento. Si trasferisce ad Aurora e cerca ispirazione per il secondo. Sente di aver dentro il sacro fuoco della letteratura. Vuole diventare famoso. Ad Aurora conosce Nola, una ragazza di quindici anni. Lui, Harry, di anni ne ha trentaquattro. I due si innamorano.

Nel 2008 Harry finisce in carcere perché nel suo giardino trovano i resti di Nola, scomparsa nel 1975 in circostanze poco chiare. Insieme alle ossa di Nola c’è la bozza di un romanzo, quello con cui Harry è diventato famoso: Le origini del male. Harry all’epoca era già stato sospettato e 33 anni dopo non sembra ci siano più dubbi: l’assassino è lui. Aveva una relazione illecita con Nola, era un pervertito, e qualcosa l’ha portato a ucciderla.

Ma sarà vero? Marcus pensa di no: non crede alla colpevolezza del suo mentore e decide di scrivere un romanzo inchiesta in sua difesa. Cercherà di capire cos’è successo, decenni prima, ad Aurora. Poi lo scriverà. Troverà l’ispirazione a lungo cercata e aiuterà l’uomo a cui deve tutto.

Cosa mi ha colpita:

In 750 pagine abbondanti, l’autore tiene quasi sempre alta la tensione, con sorprese che cambiano il punto di vista sulle vicende, sui personaggi, sui rapporti tra le persone. Lo fa senza mai usare facili stratagemmi, vale a dire che lo fa con grande talento. Senza svelare nulla della trama si può dire che non si trovano colpi di scena da due lire, tipo: la moglie del signor Rossi non è veramente sua moglie, il maggiordomo è in realtà il figlio, la segretaria è l’amante e il cugino che tutti davano per morto torna dall’oltretomba e uccide tutti i 52 personaggi le cui bieche perversioni vi ho raccontato minutamente, prima di ucciderli.

La verità sul caso Harry Quebert ha pochi personaggi, che la trama approfondisce in modo molto credibile. Più che continue e clamorose rivelazioni ci sono spostamenti nel punto di vista.

Quando e dove l’ho letto. Quando e dove mi piacerebbe ri-leggerlo:
Agosto, appallottolata, come mio solito, sul divano. Su una comoda poltrona accanto alla stufa, a Dicembre.
Voto:
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