~ Tesoro in soffitta

Per decenni, la soffitta di casa mia è stata utilizzata come parcheggio per conservare oggetti in disuso.

Qualche giorno fa mi sono fatta coraggio e ho deciso di andare a svegliare gli oggetti contenuti nelle decine e decine di scatole che riposavano sotto uno spesso strato di polvere.

Ho scoperto che quel luogo così poco calpestato è in realtà il luogo più affascinante della casa, un luogo che può restituire grandi tesori.

La soffitta esercita su di me la stessa attrazione di una libreria. E’ un luogo eterno, dove i ricordi continuano a vivere, gli oggetti che hanno perso qualsiasi utilità hanno, nello stesso tempo, aumentato il loro valore.
In soffitta si ritrovano oggetti che sono veri e propri tesori (borse della nonna, giochi dell’infanzia, mobili della bisnonna, abiti dell’adolescenza, ecc..).

Nella mia recente spedizione, ho scoperto una bella e solida scatola verde bottiglia, il contenuto, del quale metto una foto qui sotto, mi ha molto sorpresa; mi è sembrato di vivere la mattina di Natale, quando mi catapulto fuori dal letto per correre a scartare i pacchetti impignati sotto l’albero addobbato, quando gli occhi brillano mentre si scartano i vari pacchetti.

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Quando vedo un oggetto del genere inizio ad immaginare qual è stata la sua vita, come e quanto è stato utilizzato..chi era il proprietario, quando ha deciso di parcheggiarla in soffitta. Inizio ad immaginare mille storie, una più avvincente dell’altra..inizio a viaggiare con la fantasia.

Che tesoro vi ha restituito la vostra soffitta ultimamente? Che storie vi suggerisce la vostra fantasia sul tesoro che avere scoperto?

licia

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Un pensiero su “~ Tesoro in soffitta

  1. Bel post! La mia “soffitta” in realtà, in senso lato, è stata casa di mia nonna paterna. Era una casa piuttosto grande, ma anche vecchia e immersa nella penombra (dipende dalle stanze, ma in genere non filtra molta luce). Quando ci andavo da piccolo, con mio papà o da solo, mi sembrava di entrare in un labirinto, anche perchè la struttura è abbastanza articolata. Giocavo a fare l’esploratore, e forse la mia curiosità e la passione per l’archeologia e per la “ricerca” mi è nata da lì. Ora, le poche volte che ci posso andare, la curiosità si mischia alla malinconia; i tesori che, poco a poco, ho salvato dall’oblio, sono principalmente i pacchi di lettere dei miei nonni, i disegni di mia zia, e altre cose di questo tipo. Quando leggo le lettere cerco sempre di individuare i mittenti, di sapere cosa facevano, dove abitavano, come conoscevano i miei nonni. Una volta però ho trovato delle vecchie biciclette, tra cui quello che rimaneva di un velocipede. Ecco, lì mi sono divertito a navigare con la mente, pensando a chi potesse essere appartenuta quella bicicletta rudimentale. Ma in generale mi piace pensare anche a chi abitò la casa prima dei miei nonni, immaginare le loro vite, e tutti i momenti condivisi tra quelle mura.
    Scusa l’invadenza:come ti ho scritto, ho scoperto il tuo blog ieri. Sono stato un lettore silenzioso finora, ma leggendo questo post non ho potuto fare a meno di commentarlo 🙂

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