~ Nel futuro ognuno sarà famoso per 15 minuti

Avete presente le ricerche su Internet? Quei viaggi senza meta ma capaci di portarci ad esplorare e cliccare ogni risultato di ricerca? Ecco, inizia tutto così: si scrive una parola all’interno della barra del “cerca” di un qualsiasi motore di ricerca, si aprono i primi risultati, si va a sbirciare dei possibili collegamenti suggeriti nel menù a tendina accanto alla lente di ingrandimento, e così si arriva al risultato finale: la meta tanto sognata!

Mi piace credere che si arrivi al risultato attraverso un percorso inconscio, dentro di noi sappiamo già cosa cercare e dove volere arrivare, ed è sorprendente vedere che al nostro risultato ci arriviamo sempre e comunque!

Adesso vi parlo un po’ di questa mia ricerca, che, come appena detto, mi ha portato, senza darmi il tempo di rendermene conto, a qualcosa che volevo fare da in po’ di tempo, esattamente dall’esame di maturità (fatto nel 2011)..Allora in una ”lontana” mattina, mi trovai faccia a faccia con la prima prova, lo scritto di Italiano. Una traccia che mi trovai davanti fu questa “Nel futuro ognuno sarà famoso per 15 minuti” (il candidato, prendendo spunto da questa “previsione”, doveva analizzare il valore assegnato alla “fama” nella società odierna e riflettere allo stesso tempo sullo stesso concetto proposto dall’industria televisiva), non ebbi molto coraggio di sostenere un tema su questo argomento, così lasciai perdere. La traccia mi tormentò per qualche periodo ed oggi, quasi involontariamente,  sono arrivata ad aprire una pagina che parlava del personaggio che, nel burrascoso 1968, disse questa frase: Andy Warhol.

Il tema che allora non affrontai ho provato a studiarlo e scriverlo oggi (distaccandomi un po’, secondo il mio parere, dalla traccia).

Sperando di non avere troppo annoiato, la sintesi non è il mio forte, vi auguro buona lettura.

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~ Memorandum. 27 Gennaio

Questo post sarà brevissimo, ma necessario, solo per ricordarvi che siamo le ultime generazioni che potranno sentire i racconti della guerra direttamente da chi li ha vissuti.

Pochi giorni fa ho letto una frase che mi ha colpito: “Per il neorealismo post-bellico, lo scrittore non è più un letterato, ma un testimone”. Ho avuto la fortuna di assistere personalmente ad una conferenza di una sopravvissuta di Auschwitz, Liliana Segre . Ma credo che ognuno di noi abbia la fortuna di conoscere qualcuno che ha vissuto quel periodo: chiediamo a chi conosciamo; potremo raccontare a chi verrà dopo di noi, e spiegheremo loro perché il 27 Gennaio è IL giorno da ricordare.

Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.

Elie Wiesel

Devo dire che l’esperienza di Auschwitz è stata tale per me da spazzare qualsiasi resto di educazione religiosa che pure ho avuto. […] C’è Auschwitz, dunque non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo.

Primo Levi

~ Italiani e libri

Italiani e libri: aumentano i lettori ma calano le vendite

Gli italiani ed i libri; un connubio non sempre scontato né tantomeno idilliaco e che anzi palesa una certa difficoltà di approccio ormai nota. Che gli italiani non abbiano mai amato eccessivamente leggere è un dato ormai acquisito ed inconfutabile; ma dagli ultimi numeri emerge qualche segnale di un seppure lento miglioramento che comunque lascia ben sperare per il futuro.

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~ …Troppo sincero?

Decide di essere sincero per 24 ore su Facebook..perde quasi tutti gli amici

Avete mai letto su Facebook lo status di un vostro conoscente talmente fastidioso da dovervi legare le mani sotto la sedia per evitare di dire la vostra?  Avete semplicemente mai desiderato eliminare dai contatti una persona che non fa altro che lamentarsi sterilmente 24 ore su 24? o avete mai letto un post davvero inutile sotto il quale avreste tanto voluto scrivere un “..e quindi??”?

Antoine Garrot, il ragazzo francese protagonista di questa storia, ha avuto lo sfrontato coraggio di fare un esperimento: per 24 ore ha detto tutto quello che pensava, senza filtri, su Facebook.

Così, quando un’amica ha condiviso l’ennesimo status su quale cibo detestava suo figlio, il nostro “eroe” non si è trattenuto dallo scriverle che, in fondo, a nessuno importava se il suo Theo preferisse la pappetta alle zucchine o alle melanzane; e a seguire altri commenti sotto i relativi post di alcuni amici che, nel giro di poche ore si sono cancellati dalla lista di conoscenti del ragazzo.

MA…

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~ Co2 Neutral

Bloggers prestate attenzione!

Ho deciso di aderire ad un’iniziativa bellissima, quella che propone di piantare un albero per eliminare la produzione di CO2 emessa da un sito o un blog!

Non tutti sanno che in media, un sito internet emette ogni anno 3,6 kg di CO2. Nel giro di 365 giorni, un albero è capace di assorbire fino a 5 kg di biossido di carbonio. E’ per questo che aderendo all’iniziativa e piantando gratuitamente un albero, più precisamente una quercia a Göritz, presso Coswig (regione di Saxony-Anhalt), rendere il vostro blog a impatto zero, avrete controbilanciato in positivo le emissioni nocive prodotte.

L’area scelta per questa iniziativa è un terreno soggetto a forestazione per la prima volta e perché non inaugurarlo con degli alberi che, in pratica, portano il nostro nome?

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